Parrocchia
Oratorio
Francesco di Paola
Festa di San Francesco dall'omelia di don Natale
C’è un episodio nella vita di San Francesco che mi ha fatto molto riflettere in questi ultimi tempi. Si tratta della vicenda del nipote Nicola, figlio della sorella Brigida.
Il fatto
Nicola, innamorato dello zio, vorrebbe farsi frate. La mamma, Brigida, è contraria e si oppone. Il destino vuole che Nicola si ammali e muoia. Dopo le esequie, al momento di deporlo nella fossa, il Santo ordina di portare il nipote nella sua cella. Davanti al cadavere del giovane Francesco piange, prega a lungo, lo resuscita da morte e lo restituisce a sua sorella Brigida, facendosi promettere che mai più ostacolerà la volontà del figlio di dedicarsi a Dio.
Nicola ostacolato nel suo sogno è morto prima ancora di morire fisicamente. Quante ansie, quante depressioni si eviterebbero se invece di imporre propri progetti sugli altri si riuscisse a servire ciò per cui l’altro è fatto.
La comunità
Nel mio ministero sacerdotale ho sempre cercato di servire Dio nel suo tempo e nelle persone che mi ha affidato. Anche qui, in questi cinque anni, non ho imposto un mio progetto ma ho cercato di servire la fede di chi mi è stato affidato. Se avessi imposto un mio progetto a prescindere dalla storia di questa Comunità avrei costruito una setta o un circolo di associati ma non avrei servito la Chiesa di Cristo. Oggi non ci sarebbe una comunità e soprattutto non ci sarebbe l’Oratorio che è l’esatto contrario dell’atteggiamento di Brigida.
La famiglia
Quanto detto è vero anche per la famiglia all’interno della quale si dovrebbero valorizzare i talenti delle persone che la compongono. Soprattutto verso i figli a volte accade che si proiettino in loro le proprie frustrazioni o i sogni irrealizzati, piuttosto che servire il progetto di Dio su di loro. Accogliere la diversità, abitarla e servirla questo è il compito della famiglia.
La scuola
Ogni anno la stessa storia. Le attività parascolastiche proposte, che non rientrano nell’orario curricolare obbligatorio della scuola, invadono inevitabilmente gli orari del catechismo. Questo la dice lunga sulla considerazione che la scuola ha della dimensione religiosa dei ragazzi. Anche i genitori che non si ribellano al loro diritto di educare i propri figli sono complici della mancata crescita integrale dei ragazzi. La scuola è importantissima ma diventando totalizzante viene meno alla sua natura di educare alla universalità nella la dimensione religiosa è fonte della cultura dei valori.
La società
La società riflette i limiti della famiglia e della scuola e a loro volta queste riflettono i limiti della società e si vive in un circolo vizioso dal quale sembra impossibile uscirne. Spero di sbagliarmi ma credo che il retaggio delle varie dominazioni che ha avuto il meridione nei secoli passati stenta a essere abbandonato e così si preferisce rimanere sudditi della paura e non cittadini liberi che guardano con fiducia il presente e costruiscono un futuro migliore.
Conclusioni
Papa Francesco nella Enciclica “Fratelli tutti” ci ha mostrato chiaramente la differenza tra fratellanza e fraternità. La fratellanza nasce da un progetto umano e unisce in nome di qualcosa e per qualcosa. La fraternità nasce dall’amore di Gesù Cristo che ha accolto sempre e comunque il diverso evitando di uniformarlo a degli schemi. San Francesco ha incarnato questo. A noi il compito di proseguire.
Don Natale Ioculano
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(don Bosco)
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